“Fiducia significa andare controcorrente rispetto al mondo competitivo. In un mondo competitivo, la fiducia è semplicemente impossibile.
La fiducia è una rosa vera. Ha delle radici e le radici affondano in profondità nel tuo cuore e nel tuo essere. La fiducia è nel cuore, nel tuo mondo più profondo, nell’essere.” OSHO, Beyond Enlightenment
La maggior parte di noi ha perso il senso profondo della fiducia e vive nella sfiducia verso se stesso, verso gli altri e verso la vita.
Questa ferita può riattivarsi facilmente nelle relazioni e nelle situazioni che la vita ci presenta. Spesso iniziamo una relazione partendo da una fiducia immaginata, più che da una fiducia reale. Quando arrivano la delusione, il dolore o il rifiuto, possiamo reagire chiudendoci e riti-randoci.
Quando chiudiamo il cuore, possiamo diventare come animali feriti che si ritirano nella loro tana. Questa chiusura è dolorosa e, anche quando non riusciamo a sentirla o a riconoscerla pienamente, può manifestarsi nel corpo attraverso sintomi fisici e psicologici.
È così che possiamo ritrovarci in uno spazio di profonda sfiducia, guardando il mondo attra-verso la lente della nostra ferita. La sfiducia può esprimersi attraverso l’isolamento, l’irritabilità, la rabbia o la depressione.
E quando, nel tentativo di uscire dalla tana e ritrovare connessione, usciamo nuovamente verso gli altri, possiamo incontrare altre delusioni. Questo accade quando continuiamo a ba-sare la nostra fiducia su come veniamo trattati dall’esterno, credendo che il nostro nutrimen-to e il nostro benessere dipendano da come gli altri si comportano con noi o da come la vita si manifesta.
Possiamo così ritrovarci divisi tra il desiderio di aprirci all’intimità e la paura di essere nuo-vamente feriti, non rispettati o rifiutati.
Guarire la fiducia non significa aspettare che le persone intorno a noi, o la vita, inizino a comportarsi in un modo che ci permetta finalmente di fidarci. Questo ci lascia ancora dipen-denti da ciò che accade fuori di noi.
La fiducia reale nasce invece da dentro: dalla costruzione di una sicurezza interiore e dalla comprensione profonda che possiamo attraversare ciò che la vita ci porta, anche quando è doloroso, trovando in ogni esperienza un’opportunità di crescita.
Perché partecipare
Questo seminario offre uno spazio per esplorare e interrompere l’abitudine di cercare all’esterno – negli altri e nella vita – l’origine di una fiducia autentica.
Attraverso la comprensione delle radici della sfiducia e attraverso strumenti che favoriscono la riconnessione con il proprio mondo interiore, è possibile ritrovare la capacità innata di fi-darsi di se stessi, della propria intuizione, dei propri pensieri e dei propri sentimenti.
Questo lavoro permette inoltre di sviluppare una maggiore chiarezza nel distinguere ciò che desideriamo ricevere dagli altri e dalla vita da ciò che realmente corrisponde ai nostri biso-gni.
Approccio e metodologia
Il modello di riferimento è il Learning Love, integrato con strumenti provenienti dal Soma-tic Experiencing, dal lavoro sui traumi pre e perinatali, dal Modello Neuroaffettivo (NARM), dalla Compassion Focused Therapy e dall’Approccio Polivagale.
Le meditazioni proposte sono immaginative ed esplorative. Il lavoro alterna esplorazioni in-dividuali e di gruppo e si svolge in un’atmosfera rilassata, accogliente e non giudicante.
Vengono utilizzati semplici esercizi corporei, danza, pratiche di Self-Inquiry e momenti di condivisione aperta, per favorire un contatto più profondo con il proprio mondo interiore e con la propria esperienza.
A chi è rivolto
Il seminario è aperto a tutti ed è adatto anche a chi partecipa per la prima volta a un’esperienza di questo tipo.
L’atmosfera del workshop
Rilassatezza, autenticità e fiducia.
“Le persone che si fidano di se stesse possono fidarsi degli altri. Le persone che non si fidano di se stesse non si fideranno di nessuno. […] Se non ti fidi di te stesso, come puoi fidarti della tua fiducia?” OSHO, The Beloved














